OMBRE

OMBRE
di Antonella Bukovaz

LA CAREZZA DEL BOSCO

La carezza del bosco sono fili di ragnatela. Li sente sulle cosce nude e sulle spalle. Le sfiorano il collo e il viso…lascia fare.Tutt'attorno al sentiero è già il buio della vittoria della terra sul cielo. Come una moglie stanca la Terra si gira nel suo letto infinito dando le natiche al desiderio luminoso del Sole, sempre pronto a riaccogliere all'indomani la sua Dea Kallipygia. Ma il cielo è sufficientemente luminoso perché i bordi siano ancora definiti.
La sagoma dei tre si allunga sui passi del sentiero. Lei cammina al centro portata dai fili di ragnatela e loro…lascia fare.
Si fermano mentre il desiderio continua il suo cammino che si fa spirale intorno e dentro. Lui fa scendere il vestito carezzandole la schiena, l'altro s'inginocchia davanti al pube scoperto. Lei, il corpo invaso come le crescesse addosso un'edera rampicante in un istante, diventa pianta del desiderio, bosco del desiderio. Penetrandola recidono i fili di ragnatela nei quali era avvolta e sulla terra godono del buio di ogni mano e di ogni soffio e di ogni affondo, al buio di ogni desiderio presente. Prendono, da Soli luminosi, le due facce di quella Terra Kallipygia che lei offre loro girando su se stessa, come fosse legge naturale dell'Universo.

mi curvo bagno e metto in posa

come una striscia di legno di nocciolo

pronta per l'intreccio

 

cammino da molti anni e dichiaro esistere il piacere

incredibile come lo svelamento coincida

con la caduta di veli tutt'intorno

come si apra alla vista e sia a portata di mano

quello che a lungo ho cercato lontano

 

il mio corpo si apre

come fiorisse un grosso fiore

chi mi annusa

riporta un attimo di illuminazione

in questo mondo che cinguetta

 

sono rimasta ferma

vuota e piena insieme

la tua mano ancora scaldava la mia pancia

la testa appoggiata alla testa

la prossima volta che taglio i tuoi capelli

e la prossima volta

che taglio i miei

li raccolgo insieme in un vaso

ci pianterò un cactus

che renda il mio ricordo intoccabile

 

nel mio corpo ho un passaggio

la chiave

è sul tavolo in cucina

oppure sfondami

le sicurezze barricate

inginocchiati e striscia e infangati

all'entrata della mia miniera

puoi cantare la parola d'ordine e aspettare

entrare con passo sicuro e senza gioco

o con il capo chino del segno della croce

rotolare a spirale

giù per le scale

oppure implorare

con la pena nella voce

puoi attendere o pretendere

nel mio corpo ho un passaggio

vieni verso

io attendo ognuno che è in viaggio


l'unica volta col pube rasato

ho vissuto sospesa sulla lama

lontana dagli specchi

nell'attesa pungente della ricrescita


quando mi vieni dentro

portati un pennello

imbianca le pareti

spalanca tutto

e quando esci

non dimenticarti

di lasciare la porta

aperta

 

L'autrice:

Mi chiamo antonella bukovaz, il mio cognome significa "colei che vive nei pressi del faggio", bukev è faggio ma al femminile bukva è libro, quaderno.... vivo a topolò-topolove luogo di pioppi sul confine italo-sloveno dove sentieri come serpenti avvinghiano montagne tonde come mammelle...grandi madri di gente che porta con se nomi di alberi, di ruscelli, di luoghi...è uscita per lietocolle una mia raccolta di versi dal titolo tatuaggi.

 
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