FELICI SENZA FIGLI. POSSIBILE?

FELICI SENZA FIGLI: E’ POSSIBILE?

 

(Dalla rivista Geniodonna - luglio-agosto 2011)

Nonostante l’indice di natalità italiano sia bassissimo, sembra comunque che per una donna, scegliere di non avere neppure un figlio, sia un’esperienza poco diffusa. Infatti si discute molto sulla legge 40 che riguarda la procreazione assistita, sui limiti e le difficoltà che derivano dal volere un figlio quando la natura non aiuta. Il libro “Perché io no?” ( Sperling & Kupfer, 2010, € 17) di Nicoletta Sipos, giornalista e scrittrice, offre un panorama esaustivo dell’argomento, trattandolo però con la levità e a volte l’ironia di un romanzo. Un romanzo “corale”  in cui si intrecciano le storie vere di tante donne che hanno voluto un figlio con l’aiuto della scienza. Tra queste, protagonista del romanzo, c’è Angelica. Il nome è di fantasia ma la storia assolutamente autentica. Quindi non è stato difficile intervistare questa donna di 43 anni, manager, e chiederle come si affronta una tardiva voglia di maternità negata della natura e alla fine anche dalla scienza.

“Lo dico nel finale del romanzo e ci credo fermamente: non è stato facile “resettarmi” per affrontare l’esistenza non più come futura madre ma come donna, e basta. Ciò nonostante non ho voluto cedere alla tentazione di commiserarmi. Mi sento completa come donna anche se, come ha detto qualcuno, non si smette mai di desiderare un figlio proprio. Posso assicurare che si può vivere una bella vita, piena e serena, anche senza figli.”

Ma Angelica non è giunta a questa conclusione senza aver tentato tutte le strade possibili per diventare madre, e non ha problemi a raccontarlo.

“Ho conosciuto Massimo, il mio attuale compagno, il primo anno di università e la sera stessa in cui ci siamo conosciuti abbiamo fissato la data delle nozze: 9/9/99, ma non ci siamo mai sposati. Però siamo cresciuti insieme, abbiamo finito gli studi, iniziato a lavorare e comprato la nostra casa. A 30 anni abbiamo iniziato a pensare a costruire una famiglia. Un giorno però sono stata male, sembrava un'appendice finita in peritonite, ma nel corso dell'intervento il chirurgo si è accorto che in realtà si trattava di una ciste di endometriosi "esplosa" che aveva infiammato il peritoneo. Questo ha comportato il mio primo cesareo (ironia della sorte, ho subito 2 cesarei senza fare neanche un figlio) e da lì è iniziato il "calvario". A causa di una serie di errori medici ho avuto un'emorragia interna, ma non pensavo di aver subito anche un danno riproduttivo.”

Purtroppo per Angelica il suo ginecologo non le ha fatto esami approfonfiti e dunque lei vive tranquilla, posticipando la maternità. Solo a 37 anni, a causa di altri interventi chirurgici, la visita un nuovo ginecolgo che scopre come stanno davvero le cose.

“ L'intervento mi aveva molto danneggiato le tube,” spiega Angelica, “ e reso molto difficile procreare. In più, la legge 40 aveva allungato enormemente i tempi di attesa, ma il mio orologio biologico correva sempre più veloce. Così, concluso l’iter degli esami di routine vengo iscritta nelle liste di attesa per una PMA (Procreazione Medicalmente Assistita) di 2° livello (le mie condizioni erano tali da “saltare” direttamente la prima fase di tentativi), ma mi viene comunicato che non ci sono speranze di iniziare i tentativi presso una struttura pubblica prima di 2 anni. A questo punto decido di rivolgermi ad un centro privato di una città vicino alla mia, ma esco dalla prima visita devastata, con l’impressione di essere solo un’opportunità di ricavo per medici ai quali non interesso assolutamente come persona ma solo come carta di credito.”

Decidi quindi di rimnunciare?

“No ! Anche perché nel frattempo mi ero avvicinata al sito cercounbimbo.com, dove avevo trovato tantissime informazioni utili, e mi ero lasciata convincere a partecipare ad un incontro con le nuove amiche conosciute on line. Dopo questo incontro decido di tentare la strada “estera” e vado subito in Austria, dove trovo un ambiente completamente diverso da quello del centro italiano. Con il morale risollevato mi preparo all’avventura austriaca ma, pochi giorni prima di partire, scopro di essere incinta! La mia felicità è indescrivibile ma dura poco e alla 7° settimana la gioia lascia posto ad un dolore immenso. Comunque non mi voglio arrendere e negli anni successivi supero tutti i limiti fisici e mentali che mi ero imposta pur di raggiungere il mio sogno. Passo dal Belgio alla Repubblica Ceca, dalla pma omologa a quella eterologa che comporta un lungo e profondo percorso di elaborazione, ma sempre senza successo.”

Quando hai capito che non potevi andare oltre?

“Nel 2009. A causa di una stimolazione sbagliata eseguita nella  Repubblica Ceca, i miei valori legati alla funzionalità della tiroide si “sballano” completamente e ci vorrà più di un anno per normalizzarli. Questo episodio inatteso mi fa riflettere sul fatto che forse è ora di dire basta ai tentativi.”

Nonostante tu abbia accettato di non diventare madre, continui però ad aiutare le altre donne che ci provano anche per anni ad avere un figlio.

“Sì. Nel corso di questi anni, incontrando tante persone e sentendo raccontare tante storie, ho sentito la necessità di fare qualcosa per aiutare chi si trovava in una condizione simile alla mia. Tramite il sito cercounbimbo.net ho cercato di raggiungere più persone possibili, mettendo a disposizione la mia storia e quella delle mie amiche, anche per il ibro di Nicoletta Sipos, così da  fornire tante informazioni utili alle coppie che si scoprono infertili (una su 4 ), ma anche a tutte le donne ( e sono tante!) che non sanno bene come funziona il proprio corpo. Le moltissime testimonianze che sono arrivate al sito in questi 3 mesi di vita del libro mi hanno commosso e convinta di aver fatto la scelta giusta

 
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