la coperta delle Donne ha avuto molti apprezzamenti, anche grazie alla partecipazione televisiva su RAI 3. Ho avuto richieste da altre donne che intendono unirsi a questa grande iniziativa e mi fa molto piacere, ma desidero chiedervi una cosa: poichè ogni volta che faccio una mostra, mi sposto, allestisco, organizzo, invito, fotografo, stampo, lavoro molto ma senza alcun ritorno economico, come potete ben immaginare, per continuare ho bisogno di un minimo di sostegno. Vi chiedo dunque di inviarmi un SECONDO QUADRATO DELLE COPERTA, per la mia collezione privata, sempre corredata dalla vostra firma, data e luogo di provenienza.
Poi, appena saranno pronte, di acquistare qualche nuova cartolina della Coperta delle Donne.
Mi aiutereste a portare avanti questo progetto che, altrimenti, temo si arenerà dopo il prossimo 8 marzo. E sarebbe davvero un grande spreco per tutte noi che ci abbiamo lavorato con passione. Grazie, attendo vostri commenti. alina 4-2-10
sono lieta di informarvi che LA COPERTA DELLE DONNE e la sottoscritta parteciperanno al programma televisivo
ALLE FALDE DEL KILIMANGIARO
condotto da Licià Colò e tramesso da RAI 3.
Il programma, dedicato alle donne, verrà trasmesso:
domenica 27 DICEMBRE 2009, dalle ore 15 alle ore 18.
Spero che ogni vostro lavoro sarà messo in giusto risalto, come merita.
Vi abbraccio tutte e auguro alla Coperta delle Donne ancora tanti viaggi.... alina
Care amiche e artiste che avete partecipato alla Coperta delle Donne, vi chiedo un favore importante: mandatemi al più presto la vostra mail perchè il mio computer ha perso gran parte degli indirizzi e non posso più contattarvi direttamente se non tramite il sito.
Grazie, attendo con fiducia
alina
"LA COPERTA DELLE DONNE"
per
Solidarietà contro la violenza
Inaugurazione sabato 7 novembre ore 18
EX ATENEO - BERGAMO Città alta
( 7 novembre - 20 novembre 2009)
La Coperta delle Donne sarà esposta all'Ex Ateneo di Bergamo (Città Alta) in occasione del mese contro la violenza alle donne. In omaggio alla Coperta l'artista pakistana Maimuna creerà un allestimento nella stessa sala.
Alla Coperta delle Donne si aggiungono per l'occasione 20 nuovi contributi artistici.
Ecco i nomi delle autrici: Lucia De Franco, Monica Rotta, Vanna Colombo, Marina Giulia Crippa, Nadia Valecchi, Wilma Baruffini, Viviane Ciampi, Irma Kennaway, Rosa Elisa Giandoia, Betty, Anne Delaby, Samagra, Luisa Bergamini, Lidia Nawrocka, Monica Galanti, Ashty, Anna Vido.
Vi aspetto numerose.
Per ogni informazione contattatemi con una mail.
A presto
alina
Nella foto sottostante l'artista pakistana Maimuna ( a destra) allestisce il suo omaggio alla "Coperta delle Donne", esponendo tessuti provenienti dal suo paese.
MAIMUNA E LA COPERTA
Ieri sera verso la una di notte ho finito il mio quadrato per la Coperta delle Donne. Che piacere era farlo! Grazie. Mi sono ricordata quando nel deserto la sera alla luce di una lampada al kerosene con attorno migliaia di piccoli insetti attirati dalla luce mia Mamma tirava fuori una grossa borsa chiamata "the rag bag" ossia la borsa dei stracci. Questa borsa ci accompagnava in tutti gli spostamenti che mio padre giudice subiva ogni 18 mesi o 2 anni. Era l'incubo della mia mamma perchè mio Padre collezionava di tutto: sopratutto le antichità; le porcellane cinesi e giapponesi, le armi antiche, mobili, sculture, i ricami antichi dei nomadi della nostra provincia. Tutte queste cose preziose andavano impacchettate con cura in un grosso baule rosso che conteneva anche il rag-bag e assieme ai 2 pianoforti della mia nonna hanno attraversato le dune, le sabbie, le stradine del deserto. Grazie a queste follie di mio padre e al suo striminzito stipendio, noi avevamo solo i vestiti e le scarpe che erano assolutamente necessari. Il lusso, gli extra erano parole sconosciute a casa. Di conseguenza ogni cosa era riciclata, specialmente i vestiti e la biancheria di casa. La rag-bag ci ha accompagnato finchè ho lasciato il mio paese per andare a studiare dalla mia nonna in Inghilterra. Ogni sera, senza radio né TV, né luce elettrica, né acqua corrente ci vedevamo con le zie, le cugine, gli amici in visita ( rare per il caldo insopportabile, le zanzare), spesso anche soli, a cucire le nostre coperte, cucendo insieme quadratini piccoli di stoffa rimasti da ogni tipo di avventura domestica. Nel deserto la malaria è comune e mio fratello ed io ne eravamo vittime. La febbre altissima era accompagnata da brividi e soprattutto da incubi ricorrenti. Ci coprivamo con queste nostre coperte ("rasai" nella nostra antica lingua Sindhi), una montagna sopra di noi e ricordo ancora dopo tanti anni riconoscere la provenienza dei piccoli quadrati cuciti insieme, come un'ancora a cui aggrapparmi e rassicurarmi durante quegli incubi tremendi. Oppure sotto le nostre zanzariere dei letti sotto il cielo stellato del deserto, le mie sorelle e io aggrappati l'una all'altra sotto i "rasai", ascoltando i guardiani della notte. Perchè la notte nel deserto fa molto freddo. Che voglia di tornare! Il mio quadrato è preso dal mio rag-bag che, come puoi immaginare è molto ricco di ogni tipo di stoffa riportata anche dalle mie visite al nostro santo di Pakistan. Ho scelto questo pezzo liso, consumato da una vecchia giacca del pigiama di mio marito, Alberto, chiamato Bertie, il nome ricamato ricamato sul quadrato. La fragilità, la resistenza della stoffa simbolizza la nostra lunga convivenza, il matrimonio sopravissuto, la tasca recipiente delle tante esperienze insieme, il rammendo e ricamo del mio lavoro da donna che ricorda, racconta, ricicla e tiene insieme la coppia e la famiglia. Anche i bottoni raccontano la storia del pigiama: cambiati con quelli che erano in casa. Volutamente non ho usato la macchina da cucire per stare più a lungo possibile con questo quadrato che mi ha dato tantissimo piacere fare.
(Qui sotto il modulo 30 x 30 con cui Maimuna ha partecipato alla Coperta delle Donne )
ALCUNI PARTICOLARI DELLA COPERTA
E I COMMENTI DELLE AUTRICI:
ANNA AURENGHI
LA PASTA ROSSA (VEDOVANZA)
Ad Anna piaceva la pasta "rossa".
Inutilmente i suoi mariti,
prima di morire,
cercavano di convincersi che
per il condimento sarebbe bastato
qualche pomodoro sugoso...
IRMA KENNAWAY
marzo a GOA – CALANGUTE 2009
Stavamo per terra a gambe incrociate, con la porta aperta sentivamo lo sciabordio del mare. Samagra (una amica dei seguaci del guru Osho) ci ospita. Lei è pittrice e mette tutti i colori immaginabilia nostra disposizione. Giochiamo con i pennelli,i colori ad acqua,il glitter e la colla, ascoltando la musica di Prem Joshua. E’ notte, siamo contente di rilassarci in questo modo. Dipingiamo l’Om, una brezza ci tiene fresche, è molto umido e caldo qui. Siamo scalze con vestiti coloratissimi, leggeri come noi. Ci piace lavorare in gruppo ed è proprio questo che per noi simbolizza la Coperta delle Donne: l’unione.
MONICA GALANTI
LONELINESS
ricerco il minimo comun denominatore
fogli di carta velina: sovrapposizione/sovraesposizione di fragilità resistente.
sul bianco/nel bianco tracciare un segno di filo bianco
come tracciare segni nelle neve
silenzi
una linea quasi a metà
perché tra me e la solitudine
nessuno ha vinto nessuno ha perso.
“I’ve played with loneliness
No one won
No one lost”
in tutto questo biancore del gioco tra me e la solitudine in basso a sinistra tre righe di caratteri neri le lettere trasferibili che tanto ci piaceva usare quando eravamo bambine
calcavi sulla lettera che magicamente appariva sul foglio
era una gioia
il senso soddisfatto di un pomeriggio trascorso a passeggiare tra le parole
già da bambine giocavamo felici in folgorante solitudine
come quando scende la neve
e nel bianco le “cose” bianche le vedi di più.
LA COPERTA DELLE DONNE/LA COUVERTURE DES FEMMES
di Viviane Ciampi
In primis
i fili
da
annodare
nelle zone del simbolico.
Punto
su
punto
ribattere.
E aghi e spilli qui nel palmo della mano
dove s’inventano le storie del fare, le leggende della tenacia.
Poi ricami e richiami. Concreti. Per niente retorici.
Con l’idea, però, di un tessuto robusto, intricato
e tutta una mappatura di cuori trafitti da piume che fanno starnutire:
noi non siamo imputabili di deviazioni nell’incoerenza.
Tra due chiacchiere, tra l’affanno mite che ti prende,
tra voci di cotone certe cose emanano:
mito cronaca tragedia e favola si confondono.
Così, parlando parlando,
cucendo, un po’ schizofreniche viaggiamo
sogniamo sorelle che transitano nel deserto
e sciamane con braccia levate al cielo quando sono inquiete.
I nomi fanno ben sperare: Alina la Dolce
o Carmen la Rugiada, Anna dalle Lunghe Mani,
Mireille des Beaux Jours, Aurélie la Blonde
qui vient coudre l’amour les jours de l’orage.
Et leurs mains travaillent et leurs mains tricotent
ça rigole ça chante ça prend des voix d’enfants
tandis que leurs langues longuement se délient
leurs yeux lisent dans l’âme de l’autre
elles se comprennent (bien au-delà du fait de se connaître).
Une couverture ça chauffe ça tamponne le sang
ça couvre les vivants ça devient linceul qui cache les morts.
Quelquefois ça vous donne une idée de partage. Oui, de partage.
Il pensiero potrebbe cadere sui punti giusti.
Identificare le vie le trame.
Si potrebbe tessere ad esempio una coperta anti-violenza,
una trapunta della sorellanza, un plaid d’ironia
contro le innocenti divisioni del passato.
Con poco, con niente.
Con la forfora della stupidità.
Con i fili di mansuetudine della terra.
E magari tutto diventerebbe chiaro.
Genova, 8 marzo 2009
LEARIEDELTEMPOAssociazioneCulturale
via Lomellini3/3, 16124, Genova, Italy
Tel:00 39 0102468446- E-MAIL: info@
Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
Il progetto artistico di Alina Rizzi nasce come stimolo alla fantasia delle donne, alla loro abilità più antica – il cucito e la manipolazione di lana, fili, tessuto – e alla solidarietà tra donne. Una coperta lavorata da tante mani femminili, che scalda dentro e fuori, creando una rete invisibile, ma autentica tra sconosciute di ogni luogo: quindi un lavoro in progress, che non si pone un punto di arrivo.
La manifestazione comprenderà l’esposizione di quest’opera composta da 150 lavori di artiste didifferenti nazionalità, cuciti insieme per formare una composizione della misura di cm 300 x 450.
A Genova l’esposizione della ‘coperta delle donne’ avverrà nella
Sala “del Bergamasco” presso laCamera di Commercio Industria Agricoltura e Artigianato diVia Garibaldi, 4 Genova
Domenica 8 Marzo 2009 dalle ore 16.00 alle ore 20.00
in occasione della Festa della Donna.
L' evento sarà arricchito dalla lettura di testi poetici classici e contemporanei al femminile/per il femminile, in collaborazione con l’associazione GENOVAINEDITA - www.genovainedita.it
Interventi di:
Comasia Aquaro, Silvia Ballerini, Manuela Bellisomi, Karen Carboni, Luisella Carretta, Alessandra Cenni, Viviane Ciampi, Tina Cosmai, Carolina Cuneo, Franca Fioravanti, Mario Flamigni,Marco Fabio Gasperini, Francesco Macciò, Marco Luca Picasso, Giorgio Nouvion,Alina Rizzi, Mirko Servetti, J.C, Todd
La coperta delle donne’ sarà successivamente esposta nella sede dell’associazioneLE ARIE DEL TEMPO Via Lomellini, 3/3 Genova dal10 Marzoal 14 marzo2009 su appuntamento. (telefono 010-2468446 / 3405713644)
Grazie di cuore a tutte le artiste che hanno partecipato all'evento e che si sono dimostrate entusiaste di partecipare alla Coperta e di trovare nuovi spazi di esposizione; uno in particolare a Luisella Carretta.
Alina
La Coperta delle Donne è un lavoro in progress. Mandate i vostri contributi artistici entro il 20 aprile e alla prossima esposizione li troverete cuciti tra gli altri!
sopra e sotto due foto di Carolina Cuneo ( particolari della Coperta)
Presto saranno disponibili le CARTOLINE A COLORI
della COPERTA DELLE DONNE!
Cari amici, saremo felici di incontrarVi
alla Quarta fiera-mercato internazionale del “Libro d’artista” di Mosca
26-30 novembre 2008. Casa centrale dell’artista (Krymskij val, 10). Sala № 18,terzo piano.
A cura di Michail Pogarskij
Comitato organizzativo: Evelina Schatz, Eva Novikova, Viktor Goppe, Michail Pogarskij.
“Libro d’artista” di Mosca
26.11.2008 alle 15-00 Apertura della mostra. Presentazione dei progetti speciali. CDCh (Casa centrale dell’artista). Sala № 18.
Verranno illustrati i progetti speciali: “La coperta delle donne” (curatore Alina Rizzi, Italia). Hanno partecipato alla realizzazione della coperta circa 150 artisti europei; “Botinok” (Stivaletto, curatore Aleksandr Lavrent’ev); progetto degli studenti del MGChPU “Stroganov” (Università statale d’arte e pedagogia di Mosca). “Ždu” (Attendo) – progetto di Aleksandr Lišnevskij (Rostov-na-Donu), “Art-ekvilibrium” (Arte-equilibrio), “Čten’ i Nečten’ (“Letto e non letto”) progetto speciale di Michail Pogarskij.
Dettagli su www.pogarsky.ru
SCOPRICOOP
presenta
LA COPERTA DELLE DONNE
un progetto di Alina Rizzi
inaugurazione
Lunedì, 10 novembre ore 19,00
Via Arona,15 – Milano (1° piano)
Sarà presente Alina Rizzi e una rappresentante del CISDA
(Orari di visita: martedì 4 nov. dalle 16,30 alle 17,30 – mercoledì 5 nov. dalle 18,30 alle 19 –
Venerdì 7 nov. dalle 17 alle 18.Informazioni:
Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
)
Alcune artiste, da sinistra a destra: Mari Jana Pervan, Alina Rizzi, Serena rossi,
Anna Rosa Gavazzi, celina Spelta, Ada Celico.
presenta
LA COPERTA DELLE DONNE
un progetto di Alina Rizzi
inaugurazione
Mercoledì, 27 agosto ore 17,30
Introduce il critico Evelina Schatz e partecipa una rappresentante del CISDA
Hanno contribuito alla COPERTA più di 150 donne, tra cui moltissime artiste italiane e straniere:
Alina Rizzi, Evelina Schatz, Nadia Magnabosco, Mavi Ferrando, Renata Meženov Sa, Margherita Mariani, Nadia Mariani, Patricia Yumi Kawahara, Monika Wolf, Anna Aurenghi, Mariella De Santis, Susanna Hinnawi, Armanda Verdirame, Anna Maria Prina, Silvia Cibaldi, Marilde Magni, Antonella Prota Giurleo, Anna Rosa Faina Gavazzi, Sylvie Durbec, Susanna Lehtinen, Pirjo Heino, Simona Fumagalli, Jiulia Riabova, Rita Frigerio, Antonia Anzani, Isa Martini, Clotilde Broglia, Irja Rautala, Bianca Madeccia, Marta Dolfin, Christa Maria Wibbelt, Chiara Bonetti, Monica Marina Rossi, Rosanna Veronesi, Daniela Invernizzi, Maimuna, Gretel Fehr, Aurelia Pasotti, Bice Masciadri, Manuela Amati, Nevia Gregorovich, Fausta Squatriti, Gulla, Giada Mariani, Franca Munafò, Carolina Cuneo, Lis Rejnert Jensen, Rosa Knippling, Emanuela Comparetti, Fatima, Donatella Berra, Susy Zappa, Rosalba Battaiotto, Mari Jana Pervan, Hanne Matthiesen, Enrica Mauri, Stefania Mazzi Spagnol, Graziela Gianola, Ulla Drejo Jensen, Marisa Cortese, Emanuela Mezzadri, Vera Wildner, Iara Saltiel, Carnen Jardin, Vera De Antoni, Stefania della Torre, Marilù Cattaneo, Susanna Hinnav, Lucia Thoné, Mara Caruso, Estelia Branco, Luisella Carretta, Carolina Cuneo, Teresina Bof Reis, Heloisa N. Sonagua, Mesther Mussoi, Clara Figueira, Deo Miranda, Thereza De Azevedo Jacob, Leci Bohn, Sirlei Caetano, Vera Regina Presotto, Rosana Lang, Marialuiza Cangeri, Therezinha Fogliato Uma, Jane Beatriz Balconi, Jasira Fagundes, Luiza Gutierrez, Maria Do Carmo Toniolo Kuhn, Maria Darmeli Araujo, Jeanette, Jussara Leite Krombauer, Nevia Mattioli Leite, Terezinha Dirce M. Jesus, Eny Herbest, Maria Cecilia Remunato, Elia Gatti, Vania, Gunel Yuran, Micaela Tornaghi, Giuliana Pongiglione, Francesca Santucci, Bruna Di Rodi, Maria Sabrina Consonni, Kosty, Elisabetta Colzani, Teresa Turati, Emanuela Comparetti, Lavinia Thys’, Marina Costa, Ieda F. Mariano, Maria Julieta Ferriera, Teresina Bianchi, Marines Spagnol, Maria Eliane Radè, Alba De Col, Paola Pioppi, Serena Rossi, Stefania Ratti, Celina Spelta, Maria Inversi, Sylvia Faddis, Giuliana Galli, Chiara Pioppi, Antonia Pozzoli, Cristina Caremi, Mariella Bianchi, Paola Marchetti, Angelica Tulimie, Irma Kennaway, Draga Obradovic, Brigitte Koehne, Cristina Mambretti.
Via Roosevelt 2/A - L'esposizione proseguirà dal martedì al sabato, dalle ore 11 alle 19, fino al 6 settembre
LA COPERTA DELLE DONNE
inaugurazione
di Alina rizzi
La Coperta delle Donne, progetto artistico che verrà esposto per la prima volta nell’ambito del festivalParolaio, alla Tessitura(Viale Roosevelt 2/A, Como) dal 26 agosto al 6 settembre., è un’idea che coltivo da anni. Precisamente da quando lessi il libro di Laura Esquivel “Dolce come il cioccolato”. Il libro tratta una storia d’amore che neppure ricordo più, ma ciò che mi rimase in mente a lungo fu quella lunghissima coperta colorata che la protagonista del romanzo lavorava a maglia in ogni momento libero della sua vita e che quindi si trascinò dietro per anni, fino alla vecchiaia e fino a farla diventare decisamante un’opera “monumentale”.
Poiché, lo confesso, io non ho nè tempo nè energie per affrontare un lavoro simile da sola, ho pensato allora di farmi aiutare da altre donne e artiste, che avessero voglia di contribuire a costruire un lavoro grande, colorato e pieno di pensieri, sensazioni, stati d’animo. Un lavoro che rappresentasse la femminilità attraverso un’abilità antica come la manipolazioni di fili e tessuti, ma fosse anche in grado di dare voce e visibilità ad abilità ben più evidenti: come quella di trasmettere a tanta gente un proprio pensiero. Perchè la Coperta delle Donne è questo, se andrete a vederla:
un ricettacolo di messaggi ricamati, scritti, dipinti, inventati. Ma dietro cui c’è sempre un’idea, che riguarda il mondo delle donne nella sua quotidiana modernità. Un mondo che ha tante cose da dire.
Hanno partecipato alla coperta più di 100 donne, la maggior parte Artiste, anche internazionali, e personalmente ho cucito a mano i 150 pezzi che la compongono, incurante della fatica pratica e oggettiva poiché mi riportava il senso di un antico, forse oggi “virtuale” , stare insieme nonostante la distanza logistica da tutte queste donne.
E poiché mi sembrava giusto che un lavoro tanto bello e importante coinvolgesse donne ancora più lontane e meno fortunate ho contattato il comitato CISDA, cioè il Coordinamento Italiano Sostegno Donne Afghane, nella speranza che attraverso la coperta si possa affrontare anche questa diversa realtà femminile e raccogliere fondi e donazioni, perché in Afghanistan vengano aperte altre scuole di alfabetizzazione e possano nascere nuovi pensieri.
La mostra è ad ingresso libero e ci sarà la possibilità di acquistare “mattonelle d’artista” e libri sull’Afghanistan. Inaugurazione alla Tessitura, mercoledì 27 agosto , ore 17,30.
Evelina Schatz
Ancora una volta dell’arte femminile
Penelope
l’inganno
dolore
noia
telaio
silenziosa musica
il giorno e la notte
pazienza
l’attesa
ostinazione
armatura
viaggio
Ecco i temi della tessitura. D’altronde, anche il dolore per diventare creativo deve farsi noia, diceva Cesare Pavese. Gli fa ecco Ellias Canetti: appresi allora fino a qual punto l’ostinazione può diventare creativa quando si allea con la pazienza.
L’universo tessile è, nel mondo greco e nella cultura occidentale (e curiosamente solo in quello), una prerogativa femminile. (Valeria Andò – L’ape che tesse). La figura scura e seminuda di Gandhi… accoccolato a filare il suo cotone: come un ragno, sarebbe stata improponibile nella cultura di derivazione classica greco-latina e ebraico-cristiana”. (Adriano Sofri Il nodo e il chiodo). Se per i greci tessere e filare era considerato un lavoro indegno all’uomo era diverso altrove. Erodoto riporta casi di viaggiatori in Egitto che trovavano là il mondo alla rovescia, con gli uomini che tessevano e le donne che andavano al mercato.
Per gli ebrei prima, e per i cristiani dopo, una donna efficiente è quella che:
si interessa della lana e del lino
sta sempre occupata con le mani…
le sue mani le mette alla conocchia
le dita sue si occupano del fuso…
Proverbi di Salomone
In Grecia una corona annuncia la nascita di un maschio, una manciata di lana – di una femmina.
Se è vero che il mito è un’enciclopedia, quello di Penelope è il capitolo sulla tessitura. Le donne stanno al telaio come gli uomini alla guerra. “La navette est à la tisserande ce que la lance est au guerrier” (Papadopoulou-Belmehdi). Gli opposti sono gli elementi più interessanti di questo mito. “Le popolazioni primitive, e anche le civiltà classiche, hanno elaborato accurate tabelle dei principi dualistici che dominano la vita umana sulla terra… la tabella dei Pitagorici elencava così i principali: finito-infinito; dispari-pari; unità-pluralità; destra-sinistra; maschio-femmina; quieto-mosso; retto-curvo; luce-oscurità; buono-cattivo.
Queste coppie di opposti si comportano in maniera singolare. Così la destra, il sesso maschile, la luce, il bene, la forza, la vita stanno da una parte; la sinistra, il sesso femminile, il buio, il male, la debolezza, la morte.
La nostra risposta?... trasformando la tela in un’operazione dellamente.
Quindi dell’arte.
Mente – caccia – tessitura, sono elementi legati da un forte legame di parentela che il ragno, per sua natura, riassume dentro di sé perché tessendo ordisce la sua astuta caccia. Come dice Democrito, la tessitura è un’arte appresa proprio imitando il ragno e gli uomini sono suoi discepoli. La caccia del ragno è scuola d’arte e d’architettura, ma anche scuola per la condotta in battaglia di Atena (tessitrice anch’essa), “non è selvaggia impetuosità ma un qualche cosa di coltivato con raffinatezza, è danza, tattica, abnegazione” Atena sostituisce la lancia al filo, ma alla forza – strategia.
Ecco, Arianna, figlia di Monosse e quindi sorella, per via di madre, di Minotauro. Fu grazie all'innamorata fanciulla che l'eroe poté uscire dallabirinto dipanando verso l'uscita un gomitolo di filo d’Arianna
E infine – Vello d'oro. Alla ricerca di questo favoloso manto d'oro si avventurarono gli Argonauti. All'impresa partecipò anche l’infelice Orfeo. Calmava il suo canto i flutti del mare in tempesta, aiutava gli Argonauti di non cadere preda delle malìe di Sirene che saranno anche le tentatrici di Ulisse e dei suoi uomini nell'Odissea, chiamandoli negli abissi. Che altro non sono che Ventre. Lì si cella il Mistero dell’Universo. Ventre è Donna. Il filo d’Arianna ci riporta all’Itaca. La tela si fa, la tela si disfa. L’attesa delle stagioni. Cicli della vita e della storia.
150 artiste della Coperta delle donne, ideata da Alina Rizzi, sono Penelope o Atena, Arianna o Pandora, con un linguaggio suggestivo, che attinge alle antiche storie narrate attorno al fuoco e nelle odissee degli argonauti, hanno creato un mare a quadretti tempestoso di colori. Quindi un tappeto volante.
Buon viaggio, care pellegrine. È ora.
Ascoltando il canto (testo collettivo) delle Madres de la Plaza de Mayo
Como una manta de retazos
… como una manta de retazos”,
dijimos un dia, “de ésas que cosìan
nuestras abuelas. Cada retazo nos dejaba imaginar
la historia de una vida diferente de las demàs.
Pero unido a los otros por ese arte de mujeres
nos servìa de abrigo y de memoria.
Esas mantas enserraban la historia
de toda una familia…
Come una coperta fatta di pezze
…come una coperta fatta di ritagli”,
abbiamo detto un giorno, “ di quelle che cucivano
le nostre nonne. Ogni pezza ci lasciava immaginare
la storia di una vita differente.
Ma unita alle altre per quell’arte di donne
ci serviva da riparo e da memoria.
Quelle coperte racchiudevano la storia
di tutta una famiglia
Quelle coperte racchiudevano la storia. Forse Odisseo era un disaparicidos originario? Per le donne gli uomini calati nel nulla lo sono sempre.
Così le donne tessono. E cantano.
Quintocortile Viale Col di Lana 8 - 20136 Milano - tel. 338. 800. 7617
Care artiste,
Lunedì 31 marzo presso Quintocortile, Viale Col di Lana 8, Milano, alle ore 19 ci sarà la raccolta dei lavori per la Coperta delle donne di Alina Rizzi di cui Evelina Schatz si è fatta promotrice.
Essendo il 31 anche il giorno del compleanno di Mavi Ferrando ci sarà un doppio motivo per incontrarsi e fare un brindisi insieme.
31 marzo 2008 alle ore 19
CONSEGNA COPERTA (con festa)
La coperta delle donne
Progetto artistico di Alina Rizzi
“La coperta delle donne”, è un progetto che nasce come stimolo alla fantasia delle donne, alla loro abilità più antica – il cucito e la manipolazione di lana, fili, tessuto -
e alla solidarietà. Solidarietà tra donne, che lavorano ad un progetto comune, e solidarietà verso chi usufruirà di eventuali ricavati economici ottenuti dall’esposizione dell’oggetto artistico.
Una coperta, dunque, lavorata da tante mani femminili, che scaldi dentro e fuori, creando una rete invisibile ma autentica tra sconosciute di ogni luogo.
Un lavoro in progress, che non necessariamente si pone un punto d’arrivo, se non quello di perseguire uno scopo comune, artistico e anche benefico.
In pratica:
ogni partecipante è invitata a offrire un proprio lavoro su stoffa (a maglia, all’uncinetto o di cucito) delle dimensioni di cm 30 x 30. Il quadrato dovrà essere orlato così che non si sfilacci durante la cucitura a mano con gli altri pezzi. Se foderato meglio ancora.
Non ci sono limitazioni alla fantasia di chi si esprime in questo patchwork ma la più ampia libertà di scelta di colori, stoffe, lavorazioni. Il tessuto può anche essere scritto, dipinto, incollato, ricamato. Semplicemente andrà cucita, sul retro del lavoro, una etichetta di stoffa con nome e cognome della creatrice e data e luogo di realizzazione.
I pezzi verranno via via assemblati dalla sottoscritta così da formare una coperta.
Quando tale coperta avrà raggiunto dimensioni interessanti la si proporrà per una esposizione pubblica presso gallerie, biblioteche, enti interessati. Qualunque contributo economico per l'esposizione della Coperta verrà devoluto in beneficenza all'Associazione CISDA (Coordinamento Italiano Sostegno Donne Afghane,
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) e al progetto specifico che prevede l'apertura del maggior numero possibile di scuole di alfabetizzazione.
Tale operazione non ha quindi alcuno scopro di lucro, ma di pura solidarietà femminile e di incontro e scambio per coloro che parteciperanno con la propria opera.
Termine per la consegna dei contributi artistici: 31 maggio 2008.
Informazioni:
per avere notizie e maggiori chiarimenti:
ALINA RIZZI
Tel. 031-3357008 ore serali
e. mail
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Inviate i lavori al seguente indirizzo:
ALINA RIZZI – Via Trieste, 15 – 22030 Castelmarte (CO) - ITALIA
Nel sito www.segniesensi.it visitate la pagina COPERTA DELLE DONNE!
Ecco i nomi delle prime partecipanti alla coperta delle donne:
Evelina Schatz, Alina Rizzi, Renata Ne'zenov Sa, Margherita Mariani, Paola Romagnoli, Nadia Mariani, Patricia Yumi Kawahara, Monika Wolf, Anna Aurenghi, Mariella De Santis, Susanna Innowi, Armanda, Arina Prina, Silvia Cibaldi, Marilde Magni, Antonella Prota Giurleo, Mavi Ferrando, Anna Rosa Faima Gavazzi, Sylvie Durbec, Susanna Lehtinen, Pirjo Heino, Simona F., Jiulia Riabova, Susy Zappa, Rita Frigerio, Antonia Anzani, Isa Martini, Clotilde Broglia, Irja Rautala, Bianca Madeccia, Marta Dolfin, Christa Maria Wibbelt, Chiara Bonetti, Nadia Magnabosco, Monica Giopp, Marina Rossi, Rosalba Veronesi, Daniela Invernizzi, Maimuna, Gretel Fehr, Aurelia Pasotti, Bice Masciadri, Manuela Amati, Nevia Gregorovich, Fausta Squatriti, Amanda Verderame
(La COPERTA DELLE DONNE intende sostenere il CISDA, Comitato Italiano Sostegno Donne Afghane, attraverso la raccolta di fondi e la vendita di libri fotografici sull’Afghanistan).
Le donne del CISDA sono attive nella promozione di progetti di solidarietà a favore delle donne afghane sin dal 1999. Il nucleo iniziale è costituito da un gruppo di Donne in Nero che invitano donne afghane di due associazioni (RAWA e HAWCA) all’Onu dei Popoli di Perugia.
Da allora, questo nucleo di donne ha continuato la sua attività, allargandosi anche a donne di altre associazioni e a singole donne che intendevano collaborare. Tra queste, la casa delle donne di Viareggio, la Casa delle Donne di Torino, Insieme si può di Belluno, l’Istituto per la Cooperazione allo Sviluppo di Alessandria, i giovani del Progetto di Aggregazione Giovanile di Trieste, donne di Firenze, di Trieste, di Como, di Roma, di Trento, di Padova, di Torino ecc.
Nel 2004 decidono di costituirsi in ONLUS, per poter dare una veste istituzionale ai progetti di cooperazione che venivano sostenuti in partnership con alcune importanti Associazioni di Donne Afghane, prima di tutto RAWA (Revolutionary Association of Women of Afghanistan), poi Hawca (Humanitarian Association of Women and Children of Afghanistan) e infine OPAWC (Organization Promoting Afghan Women Capabilities).
Per questa ragione la documentazione allegata si allarga ad un periodo di attività assai più lungo di quello che parte dalla nascita della associazione, che costituisce solo l’ultima tappa della sua crescita.
Le finalità del CISDA si collocano nell’ambito della solidarietà sociale, nel campo della formazione, della promozione della cultura, della tutela dei diritti civili, della promozione di attività culturali e di animazione sociale in Italia ed all’estero.
L'Associazione ha come suo essenziale fondamento la condivisione dei valori umani di ogni persona, qualunque ne siano la religione, origine, cultura e nazionalità; essa si pone come scopo prioritario la promozione di iniziative di carattere politico-sociale, sia a livello nazionale che internazionale, sulla condizione delle donne che si trovano in situazioni svantaggiate dal punto di vista familiare, economico, sociale e politico, con particolare riferimento alle donne afghane.
All'interno del tessuto sociale intende, promuovendo la diffusione di una cultura e di una prassi di solidarietà:
- contribuire al superamento di atteggiamenti emarginanti, con l'apertura all'accoglienza ed all'integrazione e per l'educazione ad una convivenza sociale multi razziale, in spirito di fraternità e di non violenza;
- favorire l'eliminazione dei fattori che ostacolano il pieno e libero sviluppo umano, sociale ed economico;
- realizzare una crescita ed uno sviluppo, sia a livello locale che internazionale, nella ricerca di una maggiore giustizia tra i popoli, nel rispetto del razionale sfruttamento delle risorse e dei limiti ambientali del pianeta.
Pubblicazioni
- Afghanistan nel cuore, volume fotografico a cura di Laura Quagliuolo con scritti di Giuliana Sgrena, Barbara Laveggio, Luisa Morgantini e foto di Mauro Sioli, Ivana Stefani e Francesca Flumeri
- Zoya la mia storia, di John Follain e Rita Cristofori, intervista a un’attivista di Rawa che il CISDA ha introdotto ai due giornalisti, pubblicato da Sperling & Kupfer
- Mai tornerò indietro, di Melody Chavis, pubblicato da Sperling & Kupfer, traduzione a cura del CISDA
- opuscoli divulgativi
- articoli su riviste e pubblicazioni: “Guerre & Pace”, “Annuario della Pace”, “Rivista del Volontariato”, “Marea”, “Qui appunti dal presente” (vedi allegati)
- Get the word out-La forza delle donne afgane. Il riscatto di una dignità negata di Simona Cataldi, novembre 2006, MEF – L'Autore Libri Firenze.
Filmati prodotti
- Kabul 2003, di Libera Mazzoleni,
- Donne di Kabul, di Ivana Stefani 2002
- Boccioli di Rabbia della regista Michela Guberti, viaggio in Afghanistan nel marzo 2006
Filmati disponibili
- Enemies of Happiness regia: Danese Eav Mulvad e Anja Al Erhayem (2006), campagna elettorale della Parlamentare Malalai Joya, traduzione e sottotitolazione a cura del CISDA.
Il film-documentario ha ottenuto il premio Silver Wolf Award all’IDFA di Amsterdam 2006 e il premio Sundance 2007
Viaggi in Afghanistan e Pakistan
Fin dal gennaio 1999 le donne dell’associazione promuovono viaggi conoscitivi in Pakistan (tra i profughi afghani) e in Afghanistan, portando a diretta conoscenza della realtà afghana membri di istituzioni, associazioni e sindacati che intendono incontrare la società civile afgana e vedere i progetti che il CISDA finanzia.
Organizzazione di incontri politici (anche al vertice) fra la società civile Afgana e varie istituzioni italiane.
Invito a delegate delle associazioni afghane
Ogni anno, almeno due volte all’anno, il CISDA invita in Italia delegate delle associazioni che sostiene (Rawa, Hawca, Opawc) per tenere conferenze e incontri sulla situazione del loro paese.
Sito Internet
Le attività e le pubblicazioni dell’associazione sono anche visibili al sito www.italiarawa.it
Cittadini afghani curati in Italia a carico del CISDA
Razia – 2 anni – trapianto di midollo
Mehmooda – 27 anni – intervento cardiaco
Nazaneen – 12 anni – radio dermite da contatto con ordigno bellico
MALIKA – 48 anni – tumore alla tiroide
Bambine degli orfanotrofi in vacanza in Italia
Mahbooba, Razma e Storey – dicembre 2007-gennaio 2008 presso tre famiglie di San Giuliano Milanese
Cittadine afghani che studiano in Italia grazie a borse di studio ottenute con il sostegno del CISDA
Huma e Salima – 20 e 21 anni – Corso Universitario a Perugia
Sharara – 27 anni – ostetricia a Torino
Incontri pubblici in Italia
L’associazione ha promosso in questi anni molti incontri pubblici in città italiane e in particolare in Lombardia: Milano, Como, Lecco, Mantova, Cremona, Limbiate, Cinisello Balsamo, San Giuliano Milanese ecc. (vedi documentazione allegata)
Ha svolto un tour politico in Spagna per sostenere le attività di RAWA
Ha organizzato una manifestazione internazionale a favore di Malalai Joya
Sta promuovendo un incontro internazionale per la richiesta di un tribunale contro i crimini commessi in Afghanistan
Sta promuovendo una legge per il “diritto d’asilo di genere”
Ha promosso la campagna per la liberazione di Parwiz Kambakhsh, condannato a morte in Afghanistan per reati di opinione
Riconoscimenti ottenuti dalle associazioni aghane su presentazione del CISDA
- Riconoscimento onorario della città di Verbania (maggio 2000)
- Premio Isimbardi della Provincia di Milano a Rawa (dicembre 2001)
- Attestato d’onore della Regione Lombardia a Rawa in occasione del Premio per la Pace (2003)
- Targa di riconoscimento dell’Associazione Mara Soldi, Cremona (2003)
- Premio Donna dell’Anno 2004 (Valle d’Aosta) a Malalai Joya, deputata indipendente del Parlamento afghano, e direttrice di OPAWC per la provincia di Farah.
- Premio Viareggio per i diritti umani a Zoya, di Rawa 2002
- Premio Mare Nostrum a Malalai Joya, Viareggio ottobre 2007
- Premio Giglio d’oro della città di Firenze a Malalai Joya 2007
- Premio Le case degli angeli di Daniele a Malalai Joya, Bologna, Ottobre 2007
- “Menzione Speciale” per il Cisda nell’ambito del Premio Pace Regione Lombardia (2007)
Progetti attuali
- Adozioni a distanza per sostenere gli orfanotrofi di Rawa – fondi CISDA e ISCOS
Piemonte e Lombardia
- Partner nel progetto Mae: casa per donne maltrattate a Kabul di HAWCA e centro culturale per donne (vedi allegato)
- Partner nel progetto basco Solidaristan: costruzione di un villaggio per il rientro dei profughi nella vallata di Dar-e-Noor (La valle della Luce) in Afghanistan (vedi allegato
- Corso di alfabetizzazione per donne afghane adulte di Peshawar (vedi allegato)
- Sostegno all’Ospedale Malalai del campo profughi Keiwha (Peshawar), finanziato anche dal comune di San Giuliano Milanese nel 2004 e nel 2005 - Sostegno al Centro Polifunzionale di Kabul (OPAWC) – vedi allegato MOU
- Centro Medico nel distretto di Behsood provincia di Nangrahar (Jalalabad) – Fondi Regione veneto e CISDA
- Donazione di bestiame da pascolo alle vedove nella provincia afgana di Bamyan, in col-
Laborazione con la governatrice Habiba Sorbi (HAWCA) con fondi CISDA
- Finanziamento di una scuola di cucito in Afghanista grazie ai fondi del Comune di San
Giuliano (RAWA)
- Finanziamento di alcuni centri di alfabetizzazione in DAR-E-Noor (RAWA) – fondi della
Provincia di Milano
- Finanziamento di una scuola di computer per la provincia di Farah (OPAWC)
Altre iniziative
- Contatti e sostegno attivo alla comunità afghana in Italia.
- Organizzazione eventi culturali e politici per informare la popolazione sulla situazione in Afghanistan e diffondere in Italia la cultura afghana
- Partecipazione a Immagimondo 2003, Osnago (Festival di viaggi, luoghi, culture)
- Progetto Scuola: conferenze nelle scuole di ogni ordine e grado nella provincia di Lecco
- Presentazione di due film afghani – realizzati a Bamyan da alcuni registi afghani - al Festival di Venezia, al Festival di Mestre e al Video Festival di Canzo (CO).
Chi siamo
Il Coordinamento Italiano Sostegno Donne Afghane Onlus opera a favore dei diritti delle donne e della dignità della persona contro tutti i fondamentalismi e le guerre.
Finalità del Coordinamento
1. Mantenere viva l’attenzione sulla difficile e precaria situazione dell’Afghanistan.
2. Far conoscere e affiancare alcune associazioni di donne afghane impegnate nell’attuazione di progetti volti a realizzare, nell’ambito dell’esistenza quotidiana, il diritto all’istruzione, al lavoro, alla salute, per tutti, e in particolare per le donne che il sopravvivere di una mentalità patriarcale inferiorizza ed esclude dalla sfera pubblica dell’agire politico, privando l’intero paese del contributo femminile alla costruzione di un futuro di pace e di democrazia.
3. Promuovere quel tipo di collaborazione orizzontale, che, essendo capace di accogliere i bisogni dell’altro/altra, non crea dipendenza in quanto “lascia essere” le donne afghane protagoniste del loro cammino di emancipazione e di liberazione
Chi sono le associazioni di donne afgane che sosteniamo
Le associazioni che sosteniamo sono: RAWA (Revolutionary Association of the Women of Afghanistan; www.rawa.org), HAWCA (Humanitarian assistance of the Women and Children of Afghanistan; www.hawca.org) ) e OPAWC (Organization for Promoting Afghan Women's Capabilities). Protagoniste sono donne che, con grande coraggio e a rischio della propria vita, lavorano, da molti anni, in Afghanistan e nei campi profughi in Pakistan, per porre fine agli abusi contro le donne e a ogni forma di sopruso e di violenza. Nello scenario politico e sociale in cui operano, devastante è stato il diffondersi del fondamentalismo e la crescita di gruppi armati che si sono avvicendati al potere, macchiandosi di orrendi crimini contro l’umanità e calpestando i più elementari diritti umani, soprattutto a danno della popolazione femminile. Le associazioni di donne afghane che sosteniamo operano in questa situazione di conflitto per far crescere la cultura della pace e dei diritti.
I loro progetti sono i seguenti:
1. aprire il maggior numero possibile di scuole di alfabetizzazione per abbattere l’ignoranza e la mentalità tradizionale che rende schiavi e subalterni ai potenti e promuovere una coscienza civica egualitaria;
2. organizzare corsi professionali per consentire alle donne di lavorare e di valorizzare le loro capacità;
3. erogare micro-crediti alle vedove per permettere loro di mantenere i propri figli, sottraendole così all’umiliazione della prostituzione e dell’accattonaggio;
4. offrire protezione e cure alle donne che hanno subito violenza all’interno della famiglia;
5. accogliere i molti orfani in case-famiglia, dove possano crescere nel rispetto e nell’amore;
6. costituire unità sanitarie mobili con medici ed infermieri per rispondere al grande bisogno di salute in un paese dove un quarto dei bambini e delle bambine muore entro i primi cinque anni di vita per malattie curabili e il tasso di mortalità per parto è tra i più alti al mondo.
Come contattarci
Il Coordinamento Italiano Sostegno Donne Afghane Onlus raccoglie e pubblica materiali informativi nel sito www.ecn.org/reds/donne/donne.html
Puoi scrivere all’indirizzo e-mail:
Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
se sei interessata/o a:
- avere maggiori informazioni sulle associazioni di donne afgane,
- appoggiare uno dei suddetti progetti in Afghanistan e Pakistan,
- promuovere iniziative nel tuo comune o nella tua zona.
Se vuoi sostenere le associazioni di donne afgane attraverso una donazione, puoi farlo con un bonifico sul conto intestato a:
COORDINAMENTO ITALIANO SOSTEGNO DONNE AFGHANE Onlus
BANCA POPOLARE ETICA – Agenzia Via Melzo, 34 – Milano
EU IBAN: IT64 U050 1801 6000 0000 0113 666
Care amiche artiste, nel preannunciarvi che sto organizzando una mostra a Milano della Coperta delle Donne, ci tengo a chiarirmi con tutte le partecipanti a tale progetto in merito ai contributi che non sono stati utilizzati nella coperta. E' probabile che, scorrendo l'elenco delle autrici partecipanti alla Coperta, alcune di voi non abbiano trovato inserito il proprio nome, pur avendo inviato un quadrato di tessuto. Non si tratta di dimenticanza e non mi risulta siano andati persi dei pezzi nella spedizione. Semplicemente non ho potuto inserire quei quadrati di lavori a maglia o all'uncinetto che non presentavano contributi "artistici" personali oltre la semplice lavorazione della lana. Sarebbero stati troppo discordanti col resto della coperta e l'obbiettivo del progetto. Ma poichè il lavoro di nessuna vada disperso, ho predisposto che tali quadrati vengano comunque portati alle presentazioni della Coperta e siano messi in vendita per una modesta cifra che andrà in beneficenza al CISDA.
Spero di trovarvi tutte d'accordo con questa semplice ma generosa soluzione.
In caso contrario scrivetemi e farò in modo di farvi riavere il vostro lavoro.
Un caro saluto a tutte in attesa di incontrarci alla prossima mostra.
Alina Rizzi (13-10-2008)
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- Ultimo aggiornamento: Lunedě 01-02-2010