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Lettera mai spedita
10 gennaio 2003
Tutte abbiamo una lettera nel cassetto, mai spedita, mai consegnata.
Una lettera d'amore, una lettera d'addio.
Perchè non raccoglierle e farne un libro vituale?
Ecco la prima, giunta per caso...
Dopo di te...
il vuoto, credevo. Per anni ho vissuto come paralizzata al tuo fianco, quando c'eri e quando eri lontano. Ero congelata, in attesa di te e, una volta alla settimana, immobile accanto a te: troppo spaventata dall'idea di vederti svanire all'improvviso per osare un qualunque gesto. Chissà perché ho sempre fantasticato che la mia vita sarebbe peggiorata, ma mai migliorata, lontano da te. Tu eri la perfezione soltanto perché non c'eri. Tutto accadeva nella mia mente frenetica: nella realtà vivevamo come ibernati. Mai uno sprazzo vitale, una novità, un imprevisto: governavi tu la barca, te lo lasciavo fare, e se ti prodigavi era per mantenerla sulla medesima, infinita, rettilinea rotta. Che noia! Ma me ne accorgo ora. Dicevo di sentirmi viva soltanto insieme a te, ma era qualcos'altro che intendevo: mi permettevo di vivere unicamente al tuo fianco e dunque quando mi parlavi, mi guardavi, mi accarezzavi. In ogni altra situazione mi scoprivo indegna. Misuravo il mio valore dalle attenzioni che mi concedevi. Quando non telefonavi per giorni io svanivo nel nulla e né l'amore, né l'amicizia più sincera, né i successi professionali, né le piccole conquiste quotidiane potevano sollevarmi dall'abisso in cui cadevo: tu non mi guardavi ed io non potevo più vedermi. Non c'ero, non esistevo.
Dopo di te potevo soltanto morire e, invece, sono rinata.
Sì, ho imparato a vivere per me, a scaldarmi da sola, a ridere nello specchio. Ma anche a chiedere e ad accogliere, a scrollarmi di dosso i vecchi fardelli, a scegliere la danza e il ballerino. Ora lavoro come voglio e quando voglio, ma soprattutto non mi svendo. Ho scoperto di essere bella, bellissima, infischiandomene del trucco, dell'abbronzatura, di quanto mangio e quando dormo. Ho imparato ad assecondare il mio cuore: a cucinare, a dipingere, a sdraiarmi al sole, a spendere tempo e soldi. Sorrido a chi incontro per la strada e faccio l'amore non come fosse l'ultima volta ( te lo ricordi?) ma come potessi farlo ancora domani e dopo, e in ogni giorno che verrà. Mi lascio voler bene e indosso un vestito a fiori per un uomo che desidero anche se non dimenticherà sua moglie. E ancora: dico "no" quando non voglio, e "non mi piace" quando non sono d'accordo.
Lo so, era un problema solo mio e l'ho affrontato senza di te. Non importa più se ci hai sguazzato nei miei mali, se mi hai calpestata, incurante e frettoloso, se hai preso preso preso, dimenticando di restituire.
Non fa più troppo male adesso: penso a te con dolcezza infinita, perché ti ho amato, e più spesso, con un sospiro di sollievo.
Dopo di te... non c'è più il vuoto, ma una distesa infinita.
Davanti a me, adesso, ci sono io.
Angel
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