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Donne.
18 ottobre 2002
Mi scrive Roberta, a proposito di intraprendenza e rivalità femminile:
"...E poi c'è questo retaggio (leggere assolutamente Etty Hillesum) che se sei senza compagno sei incompleta. Non esiste la parola zitello. Un uomo è single. La donna invece è zitella. Per forza poi, invece di coltivare se stesse e cercare di diventare donne in gamba, si rischia di diventare graziosi esseri compiacenti che possono attrarre un eventuale compagno. Mi chiedo: ma quanto c'è di di natura e quanto di cultura?
Un compagno - che senz'altro può dare moltissimo - può davvero completarci? E perchè noi cerchiamo sempre di completarci in un compagno mentre gli uomini vogliono completare se stessi come persone a sè stanti nel lavoro e nella società? Ma le donne sono proprio fatte così dentro o si tratta di un'educazione antica che mi fa pensare alle bambole vestite da suora date alla monaca di Monza, che così non ha mai scelto chi essere? Io sono cristiana e la spiritualità è profondamente importante per me, ma una certa interpretazione del cattolicesimo ha ancora di più castrato la donna, scindendola dal proprio lato istintuale e naturale.
Il rischio è diventare compiacenti donne-anima junghiane che perdono il contatto con il proprio centro e cercano solo di essere gradevoli per essere amate, accettate."
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