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Domenica pomeriggio.
7 febbraio
Poeti!
La follia è un dono
dato da dio
(ma non a me)
Chi lo riceve
conosce l'uscita segreta
non ha mai bisogno
di affidarsi alla morte,
la porta aperta a tutti
........
(Grace Paley)
Era una domenica pomeriggio. Pioveva a dirotto. Le nuvole circondavano il giardino trasformandolo in un nido d'uccello arroccato in cima alla collina.
Buio fuori e dentro.
Presi i colori, la tavola di legno, alcuni cartoncini ritagliati male. Piegai il capo sulla spalla.
Un mare - onde - spruzzi e increspature - nel cielo livido - luce in lontananza - lo squarcio nella tela dell'orizzonte poi - croste blu sfilacciate - folate intense violacee - variazioni cremisi - immersioni e smarrimenti nel verde che deflagra - respiro trattenuto sotto i polpastrelli - impregnare d'acqua lo sfondo - immergere le dita intere - denso oro -sfolgorio di schizzi iridescenti - pausa rosa nel tramonto - delirio stratificato - molle abbandono- e luminoso.
La domenica successiva pioveva ancora. Identico buio opprimente, ottusa corazza da cui colavano infinite sfumature, nuovi impeti e rigurgiti.
Ventitré cartoni. Ventitré sogni, ventitré monologhi oleosi e spessi.
Li diedi via per un libro, non so.
Tanto - dicevo - quando ne vorrò altri…pioverà ancora e poi…
Ma non sono più venuti.
Uno soltanto ne è rimasto, piccolo piccolo dentro la cornicetta sghemba.
Lo fisso con desiderio acuminato, in perenne attesa.
Vieni. Vieni ancora, vieni subito….
Piove.
Piove a dirotto e spesso.
Ma quello è un dono, non si pretende.
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