ADA NEGRI: Come compongo?
COME COMPONGO?
di Ada Negri

Mio grande Amico, come compongo?… Mi è un poco difficile, appunto perché manco assolutamente di metodo, rispondere alla Sua domanda; tuttavia cercherò di cavarmela come meglio potrò. L’idea di una poesia (fin dai primi tempi della mia…vita lirica) si affaccia quasi sempre alla mia mente d’improvviso, netta, viva, direi quasi imperiosa: tanto imperiosa che non mi lascia pensare ad altro e subito debbo gettarla sulla carta. Lo strano è che l’idea si presenta, il più delle volte, vestita della sua forma definitiva, che mi viene come dettata da un violento spirito interiore. Questa è la schietta verità. Il lavoro di lima una volta si può dire che non lo conoscessi affatto: ora, sono più severa con i miei versi; ma, in ogni modo, data la determinazione singolare della mia visione poetica, il lavoro di lima non è mai, nemmeno ora, molto grave. Lavoro senza fatica apparente, anzi con gioia e foga vivissima: ma resto – dopo – affranta per una specie di esaurimento nervoso. Alcune volte però (raramente) mi accade di accarezzare lungamente, per mesi e mesi, il soggetto di una poesia, un soggetto caro, che mi piace, che mi attira. Quel sogno poetico è una specie di rifugio ove il mio spirito si raccoglie. Scrivo poi la poesia, finalmente; e pare di getto; ma non è. E’ fabbricata a mosaico, durante dolcissime lunghissime ore di taciturno raccoglimento. La poesia Ricordati di Maternità è stata composta così. Il Saluto fraterno e il Ritorno a Motta Visconti furono invece improvvisate, senza alcun ritocco di lima, in una specie di fervore religioso. Ho detto tutto? Credo di sì… .

(Dal carteggio tra Ada Negri ed Edmondo De Amicis, 21 marzo 1905. Lettera citata in “Penne leggère” di Anna Folli, Guerini e Associati, 2000.)

 
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